Precoci esperienze di “sintonizzazione affettiva” con i genitori, attaccamento e maturazione del cervello

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E’ vero: come ci comportiamo con i nostri neonati incide sulla maturazione del loro cervello.

Attualmente esiste un interesse sia clinico che sperimentale sul modo in cui i processi affettivi di attaccamento vengono stimolati, comunicati e regolati all’interno del rapporto madre-bambino. Si è anche sviluppata un’attenzione per il modo in cui la sintonizzazione psicobiologica e lo stress relazionale influiscono, sia positivamente che negativamente, sulla maturazione dei sistemi regolatori del cervello durante le prime fasi dello sviluppo.Più di quindici anni fa, Allan Schore ha delineato il ruolo essenziale dell’attaccamento nella regolazione dell’affetto e dello sviluppo emotivo.

Soprattutto per lo sviluppo dei sistemi strutturali del cervello destro coinvolti nell’elaborazione non conscia dell’emozione, nella modulazione dello stress, nell’auto-regolazione e perciò nelle origini funzionali del nucleo affettivo del Sé implicito basato sul corpo, che opera automaticamente e rapidamente al di sotto dei livelli di consapevolezza (Schore, 2003)

Tutto ciò cosa significa?

Esiste un “sito” del nostro cervello, in particolare l’emisfero destro, che “immagazzina” esperienze in modo inconscio cioè fuori dalla nostra consapevolezza.

Esperienze positive di sintonizzazione tra la madre (o chi si prende cura di lui) ed il bambino durante i primi anni di vita incidono sul “cervello destro” del bambino: egli immagazzinerà queste esperienze fuori dal controllo della consapevolezza, ciò anche a causa del meccanismo della amnesia infantile (non riusciamo a ricordare gli eventi avvenuti prima dei nostri circa 5 anni di vita almeno che emotivamente molto pregnanti).

Tali esperienze contribuiranno alla maturazione del cervello del bambino.

Allineamento tra madre e neonato significa cambiare il proprio stato della mente per adattarsi a quello dell’altro. (Siegel, 2001)

Precoci esperienze di buona sintonizzazione e allineamento degli stati affettivi della madre con quelli del bambino inscrivono stabilmente nel cervello del bambino un senso di sicurezza (Schore, 2001) appunto un tipo di attaccamento verso la madre sicuro (Ainsword, 1969).

Il bambino interiorizza il senso che le sue emozioni sono capite, che può essere consolato ed aiutato quando c’è necessità e questo contribuirà alla formazione del Sé come degno di amore.

In seguito questi meccanismi legati al tipo di attaccamento primario saranno i meccanismi che contribuiranno alle modalità con cui, da adulti, questi bambini si legheranno nelle relazioni di coppia e nelle relazione interpersonali più importanti.

Quando invece il genitore non è in grado di sintonizzarsi in maniera adeguata col bambino ad esempio usando modalità non stabili ma sintonizzandosi e allineandosi coi suoi stati affettivi in modo discontinuo, questo creerà come conseguenza lo sviluppo di un attaccamento insicuro-ambivalente.

Questi bambini non hanno la certezza che il genitore sia sempre disponibile o comunque lo sia nel momento del bisogno e questo crea come conseguenza lo svilupparsi dell’ansia da separazione. Il bambino non è consolabile al momento in cui si allontana la madre, ed anche al momento della riunione presenta ansia mista a rabbia (per l’abbandono). Diciamo che ogni volta che la madre si allontana il bambino crede che non sarà più dispononibile perché non sempre questi genitori lo sono, sono affettivamente anche adeguati ma in modo incostante. Questi bambini immagazzineranno questa ansia da separazione stabilmente in sistemi inconsci riattivandola nelle relazioni adulte che saranno connotate da gelosia e possessività e atteggiamenti di “iperattivazione” anche soffocante nel caso di separazione dal partner.

Bambini sistematicamente rifiutati dal genitore svilupperanno invece un attaccamento “insicuro-evitante” sono i bambini e gli adulti che “si allontanano” , perosne che tendono a voler fare “tutto da sole” e solitamente reprimono le loro emozioni: risultano affettivamente fredde.

Il senso di Sé di queste persone si è sviluppato intorno alla convinzione di non essere degni di amore e hanno “disattivato” la loro affettività divenendo emotivamente freddi così come lo sono stati i loro genitori con loro.

Esiste poi il caso di attaccamenti traumatici.

Durante i primi mesi di vita del bambino la condivisione e l’amplificazione di questi stati positivi, che possono essere considerate come una forma di risonanza delle attività dei sistemi simpatici di genitore e figlio, costituisce una parte essenziale e dominante delle loro comunicazioni emotive.

Da una mancata sintonizzazione ad esempio un divieto nasce la vergogna che, intesa come consapevolezza del limite è costruttiva, ma solo se seguita da una riparazione. Le interazioni che invece mancano di tale riparazione o, peggio, siano accompagnate da protratte manifestazioni di rabbia da parte dell’adulto portano all’instaurarsi di stati di umiliazione emozione che avrebbe effetti nocivi sulla maturazione del cervello del bambino (Shore,1994)

Alle relazioni di attaccamento disorganizzato e meccanismi legati al trauma dedicherò un articolo specifico.

Quindi le relazioni con il proprio bambino fin dai primi giorni di vita sono fondamentali perché contribuiscono alla sana maturazione del cervello e incidono sullo sviluppo del Sé e sui comportamenti adottati nella vita adulta.

Bibliografia

Schore, JR Score AN – Modelli neurobiologici di attaccamento. Psicoanalisi clinica e teoria della regolazione Psiche. Rivista di cultura psicoanalitica, 2011

Quaglia R, Longobardi C Modelli evolutivi in psicologia dinamica, Edizioni libreria cortina, Milano 2013

Siegel Daniel J. (2001) La mente relazionale. Tr.it Raffaello Cortina Editore, Milano 2001

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